Gabriele Gravina: “Noi la palestra del calcio italiano. Pronto a convocare l’Assemblea”

Di Luca Spigarelli

L’ultimo campionato ad andare in vacanza è stato quello della Lega Pro con i play-off di domenica sera, che hanno visto il Parma tornare in Serie B, abbiamo ascoltato il presidente della Serie C, la prossima stagione, come già noto, tornerà a chiamarsi con la vecchia denominazione, Gabriele Gravina.

“Un vero successo!” – commenta il dirigente – “Sono arrivate in finale, due squadre che erano arrivate nei loro gironi seconde, due società importanti. Anche se sul piano del gioco, probabilmente, qualcuna meritava qualcosa di più, per quello che ha fatto vedere.”  Il successo però non è solo per le partite disputate ma anche per la ritrovata visibilità che ha accompagnato la terza serie nazionale come ci conferma Gravina: “Negli ultimi 10 giorni non si parlava d’altro che delle nostre squadre e del nostro campionato. È un fatto positivo perché tutti hanno iniziato ad avere un certo interesse verso di noi. Ciò è anche dimostrato da come Firenze è stata sommersa dalla conoscenza e dalla consapevolezza che esiste una Lega che lancia qualcosa di nuovo” come il format con un tabellone unico che porta alle semifinali e alla finalissima in campo neutro. I complimenti del Presidente della Uefa, Ceferin, non hanno lasciato indifferente Gravina che afferma: “Le sue parole sono state ben accette e ci hanno riempito di orgoglio”.

Sembra tutto perfetto per quella che la terza serie italiana, ma non è così. Purtroppo. Infatti, il Presidente conferma che appena possibile “convocherò l’Assemblea, perché la Lega Pro non può pensare di avere in eterno la stessa classe dirigente.” Il motivo di questa azione spiega ancora Gravina è che “la mia politica è chiara: si basa sul dibattito e sul confronto, sulla centralità della Lega nella politica federale, che ancora oggi non ha, e quindi non ha ragione di esistere.”  Tra i motivi delle sue dimissioni, c’è qualcosa anche riferito al suo ruolo “fare ed essere il Presidente è una grandissima forma di gratificazione personale, ma che richiede, anche, sacrifici incredibili.”  Naturalmente non sa chi prenderà il suo posto “ma sarà, come me, eletto in modo democratico dalle società.”

La riforma della Lega Pro è già in atto, a cominciare dal cambio nome, che l’anno prossimo tornerà SerieC. “Il problema” confida Gravina “è c’è chi vuole una riforma solo quantitativa e chi, come me, la vuole qualitativa. Personalmente mi sembra che la Lega Pro, abbia già dimostrato a tutti una grande rivoluzione e tanta qualità. Adesso c’è una Lega che propone, che fa risultati, ed è l’unica in grado di portare innovazioni.”

La Lega Pro, conclude il presidente Gravina: “si può definire la palestra del calcio italiano, e ciò lo dimostrano i numeri: il 40% dei calciatori che sono in Serie A provengono dai nostri campionati. I vari Allegri, Spalletti, Di Francesco, Sarri, Gasperini hanno fatto la gavetta da noi, diventando eccellenze del calcio italiano. Gli arbitri li formiamo noi. Due nazionali U-20, che hanno giocato la Coppa del Mondo, sono della Lega Pro. In Serie A nella prossima stagione giocheranno squadre che hanno fatto il doppio salto (n.d.c Benevento e Spal)” afferma Gravina e conclude che “forse questa LegaPro non è così male come dicono.”

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