La vittoria del Re nudo. Il calcio non fa Sistema e il cappio si stringe

Il Re è nudo. Così si può sintetizzare la vittoria di Carlo Tavecchio alle elezioni federali. Per analizzare politicamente quanto avvenuto lunedì a Roma, bisogna partire da un concetto semplicissimo, ed è quello che chiunque ha un prezzo. Gli allenatori ricevono più di mille posti di lavoro e a pagare saranno, come al solito col benestare della LND e dei Comitati Regionale, le società dilettantistiche, che poi c'è da capire come pagheranno. A gli arbitri basta dare la mancetta per avete in cambio una ricompensa che vale un 2% che grida alle società, tutte dalla Serie A all'ultimo dei campionati giovanili, che sono in vendita ed ora a chi picchia un arbitro, come succede ogni domenica sistematicamente, gli si è lasciato un pretesto in più, ma per Nicchi conta solo l'élite la base se la vedesse da sola. La grande capacità del gruppo che ha spalleggiato Tavecchio è stato nel far convogliare dalla stessa parte i lotitiani e gli antilotitiani. Ma quella stessa “mossa ” che ha permesso l'elezione di Carlo da Ponte Lambro è un cappio al collo che rischia di strangolare la presidenza. Prima delle elezioni dalla Lega di A, alcune di quelle società che poi hanno votato Tavecchio, si dicevano contrarie alla conferma di Lotito quale consigliere federale. Tutto dimenticato il giorno delle elezioni per il bene comune? Assolutamente no. L'unico bene che conta è il proprio che sia personale o associativo poco conta. Abbiamo un mondo Calcio che non sa essere Sistema. E ora quando a via Rossellini si dovrà votare e si dovranno scegliere i Consiglieri Federali il cappio rischia di stringersi pesantemente e gli accordi machiavellicamente assunti rischiamo di saltare. Tavecchio ha vinto ma il Re è nudo…

 

 

 

 

 

 

 

 

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